Per capire cosa sono e quale potrebbe essere il loro impatto nello scenario digitale partiamo dall’analizzare il quadro attuale. Gli smartphone e tablet sono diventati ad un certo punto oggetti di uso comune presenti quotidianamente nella vita di molti. Questo successo è dovuto anche all’esagerato numero di app presenti sul mercato. C’è un app per tutto, come recitava un vecchio spot pubblicitario, ed in effetti ora c’è veramente un app per tutto forse ci sono un po' troppe app.
Questa moltitudine di app genera due differenti problemi.
Primo problema: l’utilizzatore sul cellulare non può installare ed utilizzare con frequenza decine di app se no dovrebbe dedicare l’intera giornata all’uso delle app (un app per ordinare da mangiare, un app per prenotare la palestra, un app per il ticket in posta, un app per ogni ristorante e negozio che frequento, l’app della banca, le app di messaggistica e social network, l’app che controlla dispositivi fisici, ecc..). Installare molte app sul cellulare vuol dire anche fornire i propri dati a molte persone, indicare a sconosciuti le proprie abitudini e comportamenti, ricevere molte mail e notifiche, occupare spazio sul dispositivo, occupare banda per tutti gli aggiornamenti.
Secondo problema: creare un app di successo è diventato veramente difficile, per via degli stessi problemi indicati nel primo punto quando mettiamo in circolazione un app perché un utente dovrebbe installare proprio la nostra quando ce ne sono decine che fanno la stessa cosa.
Nella battaglia tra le app per conquistarsi un posto nel cuore e nei dispositivi delle persone
alcune società si sono inventate i BOT.
I BOT sono delle specie di maggiordomi virtuali animati da algoritmi di Intelligenza Artificiale che dovrebbero aiutarci nella vita di tutti i giorni. Facciamo un esempio, chiedo ad un BOT di trovarmi un campo da calcio in zona Brescia libero domani alle 15:00, il BOT fa tutte le sue attività e risponde ‘Domani il campo in centro a Brescia è libero, vuoi prenotare?’, dico di si e mi arriva la conferma della prenotazione. A questo punto potrei chiedere al BOT di mandare l’indirizzo a tutti i miei contatti del gruppo Calcetto e prenotare anche la pizzeria.
Il processo appena descritto al momento non credo sia fattibile con la semplicità che ho descritto in quanto siamo agli albori di questa forma di software integrata nella nostra vita. I BOT attualmente in circolazione si occupano di piccoli aspetti ma man mano che si diffonderanno, cresceranno e impareranno questo genere di operazioni credo entreranno a far parte della nostra quotidianità.
Se vogliamo essere onesti dobbiamo dire che i BOT utilizzati per altri scopi sono presenti nella nostra vita da tantissimi anni, basta pensare ai personaggi dei videogiochi che ci fanno compagnia durante le nostre partite, i motori di ricerca che analizzano i siti web comportandosi come utenti per cercare quello che gli utenti vogliono trovare, gli spammer nelle chat/mail che cercano di instaurare rapporti con gli utenti (se usate Skype vi sarà capitato sicuramente che qualche sconosciuto vi chieda la connessione e ogni tanto vi invia frasi mal tradotte o richieste di visitare siti o altro).
Torniamo alla realtà che ci interessa, alcune app diffuse su tutte le piattaforme (sia mobile che pc) come Telegram e Skype (e credo che anche molte altre a breve) hanno rilasciato della API (non sono insetti ma cose da programmatori che non vi spiego) che permettono a tutti (programmatori o aziende che li ingaggiano) di crearsi il proprio BOT occupandosi solo di quello che deve fare e non di tutta la parte relativa all’interfaccia di comunicazione.
Siri e Cortana sono due esempi di BOT che permettono di dialogare con lo smartphone per fargli eseguire alcune operazioni.
Facciamo alcuni esempi teorici ma plausibili:
Un negozio crea il proprio BOT per Telegram/Skype e chiede ai suoi clienti di seguirlo, un po' come seguire la pagina su Facebook, niente di invasivo come l’installazione di un app. Il cliente tramite BOT quando a bisogno chiede, con linguaggio umano, se ci sono prodotti di un certo tipo in offerta, e il BOT risponde.
Una palestra può fornire schede di allenamento rispetto alle richieste. Utente: come posso fare più trazioni alla sbarra? BOT: segui questo programma oggi fai 3 serie da..
Un ristorante può fornire il menu del giorno
Un negozio la disponibilità in magazzino di un prodotto.
Tutto questo e molto altro può essere presente in un unica app senza dover per forza imparare ad usare decine di app.
Oltre agli esempi fatti i BOT possono diventare anche proattivi, se collegati ad esempio ad un software CRM ci possono ricordare che dobbiamo fare una telefonata e mandarci il numero di telefono o chiederci se la vogliamo posticipare. Possiamo interrogarli e chiedere il report delle vendite.
Ci possono avvisare se si verificano determinati eventi, posso chiedere al BOT di avvisarmi quando l’Italia fa un gol o quando le mie azioni in borsa raggiungono un certo valore.

Le potenzialità sono infinite, starà alle persone, alle aziende e agli sviluppatori capire se cavalcare quest’onda e inventarsi idee e strategie per coinvolgere le persone.

Sviluppare un BOT adesso potrebbe essere una buona idea perché il mercato è ancora agli inizi e le pretese degli utenti sono ancora limitate. Partire subito vuol dire farsi trovare pronti quando il mercato li pretenderà e pretenderà anche che funzionino bene.
Noi di Netmoole ci stiamo attrezzando, voi avete qualche idea da sviluppare?

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